Orte

Borgo medievale, arroccato, storia millenaria da scoprire in un centro tipicamente medievale con monumenti, angoli caratteristici e sorprese come la Orte Sotterranea

Dalla grande valle del Tevere, alle falde dei monti Cimini, si erge  alta una cresta vulcanica sulla cui sommità c’è Orte, un baluardo tra il Lazio e l’Umbria, a dominare con la vista la campagna romana e le vette toscane. 
Si trova sul confine con l’Umbria, la provincia di Terni e quella di Rieti, circa 8.760 a 132 mt sul livello del mare.

Probabilmente il nome deriva da Hort, la definizione etrusca per citare un luogo in altura. Furono i Falisci ad abitare, forse per primi, questo versante dei Cimini e poi gli Etruschi le cui testimonianze sono avvalorate dalla necropoli, ai piedi del paese, e dagli innumerevoli reperti archeologici rinvenuti, ma ancor prima la zona fu abitata e frequentata dall’uomo di Neanderthal (150.000-40.000) anni fa. 

Quando l’Agro Falisco venne conquistato dai Romani, nel 310 a.C., Orte conobbe un periodo florido, grazie anche alla costruzione della via Amerina che dalle campagne romane si distaccava dalla via Cassia ed attraversava molti paesi, tra cui Orte, e dalla via Flaminia che ancora oggi rappresenta, insieme all’autostrada A 1, la spina dorsale della viabilità. 

Il fiume Tevere, allora navigabile, divideva il territorio dalla Sabina, ed il collegamento avveniva attraverso l’antico porto di Seripola. Successivamente, in epoca Augustea,  per facilitare gli scambi ed incrementare l’economia, venne costruito un grande ponte per unire le due terre. 
Nel V sec. venne occupata dai Goti di Teodorico, travagliata dagli scontri con i Bizantini e poi arrivarono i Longobardi nel 580, fino al 739 quando il loro re Liutprando lo donò alla Chiesa, consegnandola a papa Zaccaria che venne appositamente ad Orte per ricevere la consegna, contribuendo ad arricchire la prima donazione di Sutri che, insieme ad altri domini temporali, formarono il Patrimonium sancti Petri in Tuscia.

Ma trascorso un secolo circa di relativa tranquillità fu la volta dei Saraceni a devastare il territorio ortano. 

Durante il medioevo inizia l’espansione del nucleo urbano e la crescita del commercio fluviale tanto che la città si elesse Comune libero, vivendo comunque l’insidia delle contese tra famiglie potenti e le lotte intestine tra le fazioni guelfe e ghibelline.
Fu probabilmente l’epoca più significativa per la città che ancora oggi conserva un aspetto tipicamente medievale, dai pittoreschi palazzi, su cui si ritrovano ancora oggi gli antichi ferri per appendere i labari, e dagli stretti vicoli che si snodano lungo numerose contrade, teatro dell’Ottava Medievale la spettacolare festa che, con sbandieratori, sfilate in costume d’epoca e gare di arcieri, evoca tempi in cui la città viveva nel suo massimo splendore. 

Ancora oggi Orte conserva un patrimonio architettonico rilevante, protetto e conservato dagli abitanti. Alcune meritevoli opere di restauro, infatti, sono state organizzate ed effettuate grazie al lavoro delle tre confraternite che, oltre a tutelare il patrimonio, conservano antiche tradizioni come l’emozionante “processione del Cristo morto”, la più antica e suggestiva d’Italia, dove viene trasportato il prezioso feretro barocco. 

I membri delle confraternite vestono abiti bianchi, neri o rossi, alcuni portano catene ai piedi altri portano il peso di grandi croci o delle lanterne quattrocentesche; un profondo momento di raccoglimento. 

Cosa vedere e cosa fare a Orte? Giusto chiederselo perché di Orte non si dice molto ed invece ci sono molte cose da sapere sulla sua importante storia, i suoi monumenti ed il suo borgo medievale.

Quando si arriva all’autostrada, dalla superstrada o da Orte Scalo, si ha subito la visione della crosta di tufo su cui è arroccato l’antico borgo medievale di Orte.
Una posizione difesa naturalmente ed essendo posto in altura poteva controllare a vista un vasto territorio.

Cosa vedere a Orte

Cattedrale dell’Assunta: risale al XVII sec. ma è stata più volte rimaneggiata. La sua  maestosa  facciata, preceduta da una suggestiva scala, domina la piazza principale e durante la festa viene usata come i gradini di un anfiteatro. All’interno, molto ampio, conserva opere importanti, tra cui, nel transetto, due pregevoli organi intagliati e decorati in oro. L’altare è composto da una antica pietra scolpita che poggia su due grandi capitelli in marmo. 

Museo Diocesano: l’antica chiesa di S. Silvestro, che oggi ospita il Museo, venne  costruita su un  preesistente tempio romano della Pace nel XII sec. Vi sono conservate opere di rara bellezza come il ritratto duecentesco di S. Francesco, il mosaico della Vergine Maria bizantina che guarda Salomè, VIII sec., proveniente dall’oratorio di Giovanni VII nella basilica di San Pietro in Vaticano, il dipinto del ciclo di storie di S. Egidio (di Lorenzo da Viterbo) ed altre importanti opere.
Per le visite  rivolgersi al direttore, Tel. 0761-403061. 

Museo Civico Comunale, un piccolo museo ma interessante per la storia locale, ospita reperti rinvenuti nel territorio di Orte e nel circondario, dal periodo etrusco, VI – III secolo a.C., romano e medievale, VI – XI sec.

Chiesa di S. Francesco, è del XVII sec. Recentemente restaurata dalle Confraternite è ritornata al suo splendore originale. All’interno sono conservate opere importanti come il pregevole altare ligneo intagliato e decorato, le tele dei sei altari laterali ed un piccolo prezioso sarcofago con bassorilievi ritrovato all’interno di un altare durante il restauro, la cui provenienza e datazione è ancora incerta, anche se si suppone appartenga al IV sec. 

Chiesa di S. Biagio: il piccolo edificio, restaurato dalle Confraternite,  è preceduto da una caratteristica scala e da una semplice facciata come semplice è l’interno. Notevole l’altare maggiore ligneo. 

Orte sotterranea

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