Civita Castellana

Misteriosa terra dei Falisci, meta turistica da scoprire e da vivere, Civita Castellana è ricca di antichi insediamenti, aree archeologiche e di una natura incontaminata con profonde forre che rendono questo territorio unico e sconosciuto.

Forse le splendide forre che caratterizzano il territorio di Civita Castellana, e buona parte della Tuscia, restano ancora un po’ troppo sottovalutate dall’attenzione turistica e dagli enti preposti alla promozione.
Le forre sono i canyon della Tuscia, formatisi durante le eruzioni vulcaniche e dal continuo dilavamento delle acque che hanno scavato il tufo in profondità con altezze considerevoli.

Quelli della Tuscia, sono totalmente ricoperti da una folta e spesso impenetrabile macchia mediterranea, vere oasi naturali di struggente bellezza.
In alcuni casi le forre per la loro peculiarità e verticalità delle pareti, sono diventati insediamenti rupestri.
A volte sono state scavate e modellate per immense necropoli rupestri di cui la Tuscia è disseminata.

Civita Castellana, come quasi tutti gli insediamenti falisci, etruschi ed i borghi arroccati, è fiancheggiata da profondi burroni (le forre) sotto ai quali scorrono fiumiciattoli o torrenti.

Negli ultimi anno si è sviluppato un grande interesse verso le forre e le aree archeologiche e naturalistiche della Tuscia, e Civita Castellana è diventata un vero polo d’attrazione.

Un po’ di storia

Falerii Novi, la porta alla città, Porta Giove

Andando a ritroso nel tempo, i primi insediamenti di Civita Castellana, rinvenuti in loc. Montarano, risalgono all’età del bronzo, ma la costituzione e l’espansione del nucleo urbano, chiamato Falerii, fu, secondo la tradizione, opera dei Falisci sotto la guida di Halisco figlio di Agamennone.
I Falisci erano un popolo attivo e laborioso, dedito all’agricoltura, al pascolo e all’arte, come testimoniano i resti delle antiche necropoli, le cui linee architettoniche risentirono dell’influenza etrusca.

Durante l’invasione dei Romani, i Falisci strinsero un’alleanza con gli Etruschi, anch’essi perseguitati, ma vennero sconfitti una prima volta nel 394 e poi, definitivamente annientati, nel 241 a.C.
Gli abitanti vennero costretti dai Romani ad abitare un luogo meno resistente agli assedi e costruirono più a nord una nuova città protetta da forti mura con ben 50 torri e la chiamarono “Falerii Novi“.
Le opere monumentali dei Falisci, presenti nella città distrutta che nel frattempo prese il nome di Falerii Veteres, vennero riutilizzate dai Romani e in alcuni casi, come i templi di Giunone Curite e Minerva, vennero restaurati e riservati al culto

Falerii crebbe in fretta grazie anche alla Via Amerina che la attraversava, dove transitava molto del commercio verso l’Umbria.
Da una parte si sviluppò il commercio ma favorì anche le invasioni barbariche che, nel caso di Falerii Novi, rappresentavano una grande minaccia poiché la città nonostante le possenti musa perimetrali era facilmente prendibile.

Veduta del magico monte che s’innalza dalla piana fino a 600 mt slm

I continui assedi costrinsero gli abitanti a tornare a Falerii Veteres dove fortificarono il vecchio castello rendendolo inespugnabile al punto che papa Gregorio V le sostituì il vecchio nome con Civita Castellana.

Dal medioevo in poi

Nel XII sec. rappresentava già una fiorente promessa per il commercio ed una sicurezza per gli abitanti, circondata da forti mura e profondi burroni, tanto che venne scelta come rifugio dai papi costretti a fuggire da Roma durante le invasioni.

Con il rinascimento, benche’ i sanguinosi eventi medievali erano lontani, papa Alessandro VI Borgia fece costruire intorno all’antico castello una possente fortezza da Antonio Sangallo il Vecchio, nel 1494, e venne terminata sotto il pontificato di Giulio II che fece continuare i lavori da Antonio Sangallo il Giovane.

La città si sviluppò notevolmente quando venne aperta, nel 1709, una nuova via d’accesso con la costruzione del ponte Clementino che la collegava al resto dell’Agro Falisco.
Civita Castellana, oltre i sui monumenti, è famosa nel mondo per le industrie di ceramiche

Castello Borgia, o Forte Sangallo, sede del Museo dell'Agro Falisco
Cortile della Rocca Borgia XV – XVI sec.

Cosa Vedere a Civita Castellana

Duomo, di epoca medievale, venne costruito nel XII sec. e rimaneggiato più volte. Rimane il bel porticato antistante decorato con un prezioso mosaico cosmatesco.

L’interno, oramai baroccheggiante, conserva l’originale pavimento a mosaico cosmatesco del 1200, eun bell’organo che il 11 luglio 1770 suonò Wolfgang Amadeus Mozart.
Durante una sosta a Civita Castellana, in fuga da Roma per sfuggire alla calura e alla malaria, Mozart ed il suo assistente scrivevano: “Siamo partiti da Roma alle 6 di sera del 10 luglio con un Vetturino, abbiamo proseguito per tutta la notte senza dormire, e la mattina alle 5 siamo giunti a Civita Castellana, dove abbiamo preso una cioccolata e ci siamo buttati a letto, dormendo fino alle 10, poi abbiamo sentito una s. messa nel Duomo, dopo di che il Wolfg. ha suonato l’organo…” “…con tutto ciò, per la meraviglia di tutti, mattino e sera faceva sempre non solo fresco, ma addirittura così freddo che la notte in cui siamo partiti da Roma per Civita Castellana abbiamo messo le pellicce sopra i nostri mantelli, onde proteggerci dal freddo“…

Rocca Borgia o Forte Sangallo

La Rocca Borgia, o Forte Sangallo, voluta da Alessandro VI Borgia, fu progettato da Antonio Sangallo il Vecchio e costruito intorno ad un preesistente castello.

Il corpo principale è a pianta pentagonale adeguata ad un’epoca in cui nelle fortezze prendevano posto le armi da fuoco, infatti tre dei cinque bastioni erano muniti di cannoniere.
L’opera venne iniziata da Antonio Sangallo il Vecchio e terminata da suo nipote Antonio Sangallo il Giovane, lo stesso che progettò la base pentagonale del Palazzo Farnese di Caprarola. Anche lo Zuccari che decorò alcune stanze del Forte, lavorò intensamente al Palazzo Farnese.

Dopo la morte di Alessandro VI, la Rocca Borgia venne rinforzata da papa Giulio II con un possente torrione ottagonale e circondato da un fossato.

Museo Nazionale dell’Agro Falisco

Allestito nei locali della Rocca Borgia, rappresenta una importante testimonianza della civiltà falisca. Molto del materiale rinvenuto nelle aree archeologiche dell’Agro Falisco è custodito nel Museo di Villa Giulia a Roma.

Tuttavia, nel Museo di Civita Castellana sono esposti reperti di varie epoche dal VIII sec. a.C. al periodo romano.
Tra questi, preziosi oggetti provenienti da Falerii Veteres e dalla città falisca di Narce, nei pressi di Calcata: bronzi, amuleti egizi e ceramiche arcaiche.

9 sale espositive si trovano al 1° piano del loggiato di cui, la 1, 2, 3, 4, 5, sono dedicate fondamentalmente a Civita Castellana o meglio alla primitiva Falerii Veteres.
Le altre sale sono dedicate alle località limitrofe:
6: Falerii Novi e Corchiano
7 Falerii Vetere e Fabrica di Roma
8 Vignanello, Nepi, Narce
9 Narce

Nel bastione si trovano sarcofagi ed urne; in particolare un sarcofago di tufo (databile al VII sec. a.C.) con coperchio scolpito a tetto displuviato proveniente dalla parte nord della Necropoli di Montarano, ed un secondo proveniiente dalla necropoli di Narce (Calcata) di simile struttura.

Qui si trova la particolare urna in nenfro con tracce di decorazioni rosse proveniente dalla necropoli della Penna databili al IV sec. a.C., e una importante ara romana proveniente dalla località Bagnolo, nel comune di Orte.

Orario delle visite,
da Martedì a Venerdì solo pomeriggio.
Sabato e Domenica solo mattina, Tel (+39)-0761-53735.
Chiuso 1° gennaio, 1° maggio e tutti i Lunedì.

Museo della Ceramica

Una preziosa documentazione dell’intensa attività della lavorazione dell’argilla e dell’evoluzione del suo polo industriale.
Riunisce molte oggetti prodotti dalle ceramiche civitoniche come stoviglie, anfore, vasellame vario, sanitari e piastrelle che hanno reso famosa Civita nel mondo.
Sono esposte inoltre foto d’epoca e stampe con disegni impiegati come modelli per le decorazioni delle ceramiche

Orari
Martedì: 09:00-13:00 
Giovedì: 09:00-13:00 15:30-18:30
Sabato: 10:00-13:00 15:00-18:30
Domenica: 10:00-13:00  15:00-18:30
Entrata: gratuita.
Telefono: 339 20 77 494 – 339 47 37 572

Cosa vedere nei dintorni di Civita Castellana

Necropoli falisca di Penna
Le tombe più antiche di questa necropoli sono concentrate principalmente nel settore settentrionale all’insediamento.
I reperti e i materiali dei corredi funerari, ad oggi rinvenuti, non sono sufficienti per una tesi definitiva sullo sviluppo della necropoli.

I dati a disposizione, comunque, indicano una concentrazione delle tombe a camera più antiche (di età orientalizzante ed arcaica) nello stesso settore e, solo successivamente, un’occupazione del costone digradante a sud-est; mentre per le tombe più recenti, che giungono fino al III sec. a.C., raggiungono la gola solcata dal Rio Filetto

Necropoli falisca di Valsiarosa prende il nome dalla piccola chiesa della Madonna delle Rose e si estende a ridosso del fossato artificiale che proteggeva le mura del Forte Sangallo.
Purtroppo, la necropoli è stata quasi totalmente cancellata dall’espansione urbanistica di Civita Castellana.
Sottoposta ad una forte campagna di scavi, tra il 1886 e il 1889, ha restituito alcune tombe a fossa, ma soprattutto tombe a camera, di età orientalizzante, che coprono il lungo arco di tempo fino alla conquista romana.
Gli scavi portarono all’individuzione di un’ampia via funeraria, sulla quale si aprivano alcune tombe a camera con loculi di età ellenistica.
Di poco più recenti i due sepolcreti di Colonnete e di Celle, formati esclusivamente da tombe a camera rinvenute durante gli scavi tra il 1888-1890. Sono dislocati a nord della città, lungo il corso del Rio Purgatorio.
Altri nuclei di necropoli con tombe a camera sono stati riconosciuti ad ovest (Ponte Lepre) e a nord-ovest di Falerii (Terrano).

Necropoli falisca di Terrano è forse l’unica conservata quasi integralmente e si estende sui costoni di uno stretto pianoro delimitato dal Rio Purgatorio e del Rio Maggiore.
I corredi rinvenuti in questi sepolcreti permettono di seguire un quadro culturale che si va sempre più precisando nel dettaglio.
Una precoce apparizione di tombe a camera fin dall’inizio del VII sec. a.C. come nel caso di alcune tombe nella necropoli di Penna, appare come uno dei segnali distintivi di una comunità in rapida ascesa che tende all’affermazione del proprio ruolo anche attraverso l’espressione monumentale dell’architettura funeraria.

La Via Amerina, antica via romana che collega Roma all’Umbria lungo la quale ancora oggi persistono preziose testimonianze archeologiche e necropoli rupestri.
Falerii Novi, antica città romana circondata da alte e possenti mura perimetrali
Fabrica di Roma, il borgo, la chiesa Parrocchiale
Corchiano, il borgo arroccato, Santuario Madonna del Soccorso
Le Forre di Corchiano, uno spettacolo della natura, profonde gole, antichi insediamenti, le cascate del fiume Rio Fratta e le suggestive tagliate falische o vie cave.
Castel Sant’Elia, la basilica romana di Sant’Elia
Calcata, il borgo arroccato
Caprarola, il Palazzo Farnese

Visite Guidate a Civita Castellana

Guide Viterbo, guide ufficiali per Viterbo e provincia
Guide per gruppi di ogni età, scuole ed individuali.

Tel 0761 647044, 327 3984629
www.guideviterbo.com

Prodotti Tipici di Civita Castellana
Civita Castellana è famosa per i formaggi che si producono grazie ai grandi pascoli. Negli ultimi anni si è sviluppata notevolmente la coltivazione di nocciola DOP.
Da ricordare il frittellone, simili alle crepes ma caratterizzate da una bella grattugiata di pecorino.





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Bibliografia
Lettere della famiglia Mozart: volume II. I viaggi in Italia – (Il Saggiatore)
Vecchi M., Nuova Guida della Tuscia
De Lucia Brolli Anna M., Museo Archeologico dell’Agro Falisco



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