Falerii Novi e la Chiesa di S. Maria in Falleri

50 Torri per la città del Falisci, possenti mura perimetrali costruite 1.700 anni fa per la città di Falerii Novi dove vennero deportati i Falisci costretti dai Romani ad abbandonare la loro città arroccata, Falerii.

Falerii Novi si trova nel territorio del comune di Fabrica di Roma, a 4 km in direzione Civita Castellana.
I Falisci occupavano un territorio relativamente esteso chiamato Ager Faliscus, compreso tra le porte di Roma ed i monti Cimini, e tra il lago di Bracciano e la sponda ovest del fiume Tevere, la cui capitale fu Faleri (l’attuale Civita Castellana).
Durante l’espansione di Roma, i Falisci strinsero un’alleanza con gli Etruschi, anch’essi perseguitati, ma vennero sconfitti una prima volta nel 394 a.C. e definitivamente annientati nel 241 a.C..

La città di Faleri venne praticamente distrutta e i Romani costrinsero gli abitanti ad abbandonare la città e ad abitare luoghi meno resistenti agli assedi. Dovettero quindi costruire una nuova città più a nord, in una zona pianeggiante, protetta solo da forti mura con ben 50 torri e la chiamarono “Falerii Novi”.

Ben presto la zona venne raggiunta da importanti vie di comunicazione, dapprima la Via Flaminia (220 a.C.), diretta a Ferrara, poi la via Amerina (241-240.a.C.) che si distaccava dalla Via Cassia tagliando l’Agro Falisco fino a raggiungere Ameria (Amelia), in Umbria.
Falerii Novi divenne importante politicamente ed economicamente, tanto che divenne sede vescovile già nel V sec.

Le cinque absidi di S. Maria in Falleri

Con il crollo dell’Impero Romano d’occidente la Tuscia venne sottomessa dalla ferocia dei Barbari.
La città di Falerii Novi era troppo esposta e dovette subire vari qassedi., Gli abitanti, quindi, dovettero decidere se fortificare ulteriomente la città o ritirarsi su un’altura protetta. Decisro di rifugiarsi sul precedente insediamento della città di Faleri “Veteres”, difeso naturalmente da dai profondi dirupi.
Ancora oggi i resti di Falerii Novi rappresentano una grande testimonianza storica dove sono stati trovati innumerevoli reperti, tombe e cunicoli.
Si vedono le possenti mura perimetrali lunghe oltre due chilometri che proteggevano l’abitato con 50 torri rimaste delle ottanta.
Attraverso la Porta Giove, sormontata da una testa di Giove incastonata nella chiave di volta, si oltrepassano le mura e si raggiunge l’abbazia cistercense di Santa Maria di Falleri, solitaria, bellissima, essenziale. Lo stile è puramente Romanico
Inizia qui l’agonia di Falerii Novi, che pian piano venne abbandonata e la sede vescovile fu portata a Civita Castellana, agli inizi dell’anno 1.000.

La Chiesa di Santa Maria in Falleri

Nel 1143, comunque, Falerii Novi venne riabitata dai monaci benedettini bianchi di Saint-Suylpice en Bugy in Savoia e fu costruita l’austera chiesa medievale di S. Maria in Falerii, forse sulle rovine della precedente.
Fu il primo insediamento cistercense nella Tuscia, prima ancora dell’Abbazia di San Marino al Cimino, forse costruito direttamente dai monaci.
Secondo l’iscrizione riportata sul portale della chiesa, potrebbe essere stata costruita dai cosmati, Lorenzo e il figlio Jacopo, marmorari romani appartenenti alla famiglia dei Cosmati. A loro si deve anche la realizzazione del portico del duomo di Civita Castellana.
La chiesa di Santa Maria in Falleri è una chiesa romanica che unisce lo stile romanico e cistercense.
L’interno è a tre navate divise da possenti pilastri alternati a colonne.
Inusuale, ma interessante e suggestiva, la soluzione delle cinque absidi, una grande centrale e altre quattro più piccole, due per lato.

Attiguo alla chiesa venne costruito il convento di cui rimane una buona parte, benché modificato continuamente e il territorio retrostante all’interno delle mura dove sorgeva l’antica città. Finché furono presenti i monaci, qui pascolava il bestiame del convento e parte del terreno era destinata agli orti annessi.

La decadenza di Santa Maria in Falleri

Dopo un periodo di amministrazione florida, i monaci si svincolarono nel 1217 dalla giurisdizione di Saint-Suylpice per intraprendere un percorso di affiliazione alla basilica di San Sebastiano sull’Appia a Roma, nel 1260.
Col tempo anche i monaci cistercensi abbandonarono la città, forse nella seconda metà del XIV sec., probabilmente per le gravi difficoltà economiche.
La proprietà, quindi, passò sotto le dipendenze dell’ospedale di Santo Spirito in Sassia e successivamente anche ai Farnese che la inclusero nel ducato di Castro.

Il monumento è gestito, con apposita convenzione con la ex Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale, direttamente dal Comune di Fabrica di Roma che ne cura la apertura e la manutenzione con il personale comunale.


Visite Guidate a Falerii Novi

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Tel 0761 647044, 327 3984629
www.guideviterbo.com

Cosa vedere nei dintorni

La Via Amerina, antica via etrusco – romana con un immenso sepolcreto falisco
Fabrica di Roma, il piccolo borgo, il Duomo
Corchiano, il borgo, il Monumento delle Forre
Civita Castellana, la Rocca Borgia, il Museo dell’Agro Falisco, il Duomo cosmatesco
Caprarola, il Palazzo Farnese




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Bibliografia

Chiovelli R., Tecniche costruttive murarie medievali: la Tuscia
Raspi Serra J., La Tuscia Romana
Tarquini F., Notizie istoriche e territoriali di Civita Castellana 

Vecchi M., Nuova Guida della Tuscia

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