Corchiano

Le case a strapiombo su un’altissima rupe di tufo che scende nella valle sottostante e intorno una fitta macchia mediterranea aggrappata sulle forre di tufo, uno dei borghi più arroccati.

Arrivando al paese si attraversa una nuova zona, sviluppata negli ultimi anni, ma il cuore di Corchiano inizia oltre l’alto ponte (se venite da ovest o da sud), sotto il quale si apre il suggestivo paesaggio delle forre, alte pareti tufacee ricoperte di fitta macchia mediterranea percorsa dal Rio Fratta. 
Importanti scoperte lungo le profonde pareti tufacee del Rio Fratta testimoniano che tutta la zona fu abitata costantemente già dal neolitico, 5000-6000 a.C., ma solo con i Falisci, 800 a.C., si costituì la prima civiltà locale le cui necropoli sono sparse ovunque. 

Gli Etruschi arrivarono più tardi ed imposero la propria cultura sui Falisci che dovettero adeguarsi a nuove regole. 
Quando tutto l’Agro Falisco venne sottomesso dai Romani l’antico insediamento prese il nome di Fescennium. 

Ancora oggi, durante le feste del paese, vengono rievocati cantando episodi satirici che risalgono agli antichi ludi fescennini. 

Nel 241 a.C. Falerii Veteres (Civita Castellana) tentò di riconquistare la propria libertà, ma i Romani la soppressero definitivamente insieme a Fescennium ed altri villaggi, costringendo gli abitanti ad abbandonare i villaggi sui dirupi per costruire una nuova città nella campagna pianeggiante che prese il nome di Falerii Novi, attraversata dalla Via Amerina. 

Fu una città ricca e tranquilla fino al medioevo, quando i Barbari scesero verso Roma saccheggiando e devastando e, Falerii, nonostante le sue 50 torri e le possenti mura perimetrali, era troppo vulnerabile per cui gli abitanti, per sfuggire alle continue devastazioni, si rifugiarono sui precedenti dirupi. La vecchia Fescennium venne quindi riabitata intorno al 1000, furono costruiti numerosi castelli ed il paese prese il nome di Hortiano, sotto la guida del capitano Ranieri di Farolfo. 

Altre famiglie si avvicendarono alla guida del paese tra cui i Di Vico, gli Orsini che vi rimasero fino al 1472, e, nel 1534, i Farnese sotto la guida di Paolo III che la incluse nel ducato di Castro. 
Come in ogni loro feudo i Farnese costruirono una nuova rocca che andò morendo nei secoli successivi alla distruzione di Castro nel 1649, e definitivamente abbattuta nel 1979, di cui rimangono alcuni monconi. 

Successivamente Corchiano passò alla Chiesa e ad altre signorie, venne occupata dalle truppe francesi nel 1798 per ritornare sotto la Camera Apostolica fino all’unità d’Italia nel 1870. 

Durante i secoli sono rimaste molte testimonianze importanti di cui il territorio è particolarmente ricco, dagli Etruschi al periodo medievale. Oltre per gli insediamenti etruschi, Corchiano è famosa per la produzione di nocciole e di un buon vino genuino, ma soprattutto per la rappresentazione del “Presepe Vivente”. Ideata dagli abitanti negli anni ‘70 ha subito una notevole crescita qualitativa, tanto da richiamare ogni anno migliaia di spettatori.

Cosa vedere a Corchiano

Chiesa di S. Maria del Rosario, probabilmente del XV sec. ha due portali di periodi diversi. 
All’interno conserva varie opere e probabilmente antichi affreschi sotto i recenti intonaci.
Chiesa della Madonna del Soccorso, eretta nel XV sec., si presenta con tutta la sua imponenza. La facciata è preceduta da quattro colonne libere.  L’interno è maestoso e conserva opere di particolare importanza tra cui la Cappella del Paradiso affrescata da fratelli Taddeo e Federico Zuccari, e su una parete affreschi che raccontano la storia della fondazione, un ritratto del diavolo datato 1581, un altare dorato del 1616.
Chiesa di S. Biagio, edificata nel XVI sec., tra le particolarità: una serie di affreschi votivi di Lorenzo da Viterbo e di un suo allievo, un certo Maestro da Corchiano. 
Sono visibili i meravigliosi capitelli provenienti dalla diroccata chiesa di S. Valentino che sorgeva nella piazza del paese.

Da vedere anche

Necropoli di Musate: nella zona è presente il famoso Pontone, un antico acquedotto alto quasi trenta metri, costruito intorno al V sec. a.C. dai Falisci. Le tombe sono villanoviane del VI sec. a.C. tra cui quella del Mascherone a colonna centrale, e la tomba del Capo con venti loculi ed un acquedotto.
Necropoli di S. Antonio, S. Bruna, di Paciano e di Grotta Porciosa dove, secondo leggenda, ci fu una sanguinosa battaglia coi Romani.

Rio Fratta: il torrente che corre lungo le profonde gole tufacee coperto da una rigogliosa vegetazione. Lungo le pareti sono state ritrovate delle tombe di tipo rupestre.

OASI DEL WWF, per la bellezza dei posti, caratterizzata dalla presenza di vari torrenti, e per la ricchezza della fauna, nel 1984 è stata istituita un oasi di protezione gestita dal WWF, nella località Piano Sant’Angelo.
Si estende per circa 500 ettari, al confine del Comune di Corchiano con quello di Gallese.

Nell’oasi nidificano alcuni falchi: la poiana e il gheppio, e tra i rapaci notturni il gufo reale, il gufo comune, la civetta ed il barbagianni. 
Oltre ad un infinità di passeriformi sono presenti: pavoncelle, beccacce, picchi, ghiandaie e colombacci. La popolazione dei mammiferi è alquanto ricca: volpi, tassi, istrici ed il rarissimo gatto selvatico.

Cosa vedere nei dintorni

Civita Castellana, Rocca Borgia, Museo dell’Agro Falisco, Duomo cosmatesco
La Via Amerina
Fabrica di Roma, Falerii Novi
Vignanello, Castello Ruspoli
Caprarola, Palazzo Farnese
Riserva Naturale Lago di Vico
Canepina, Museo delle Arti e delle Tradizioni

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