Fabrica di Roma Turismo

Fabrica di Roma custodisce un piccolo ma interessante centro storico, assolutamente da vedere.

Tutta la zona fu abitata già nel Neolitico ma il periodo più fiorente venne raggiunto con Falisci dei quali rimangono moltissime testimonianze.
Poi arrivarono gli Etruschi che, inevitabilmente furono ora rivali ora alleati contro i Romani. La furia dei Romani sottomise gli Etruschi e li costrinse ad abbandonare gli insediamenti meno accessibili per costruire una nuova città, Falerii Novi.

Nel medioevo i Di Vico segnarono un periodo di forte dominio su tutto il territorio costruendo rocche e castelli ovunque e già nel XIII sec. si impadronirono del piccolo paese, fino allora appartenuto alla Chiesa, e vi costruirono una rocca. Nel 1383, su ordine del pontefice Urbano VI, i Di Vico vennero cacciati ed il paese tornò sotto il controllo della Chiesa.

Con la nomina a papa Sisto IV, Francesco Della Rovere, prese il controllo dello Stato Pontificio e come tutte le precedenti, e successive famiglie, pensò bene di distribuire i feudi, ad esso appartenenti, agli emeriti parenti cosicché Fabrica passò a Lucrezia della Rovere.
Quando nel 1534 il card. Alessandro Farnese venne nominato papa Paolo III creò uno Stato indipendente da quello della Chiesa sotto il ducato di Castro, riunendo i feudi dei Farnese tra cui Fabrica.

Il ducato passò sotto il controllo del figlio Pier Luigi, da lui nominato Duca, e, Fabrica, come gli altri feudi, visse un lungo periodo di splendore che durò fino 1649 quando, con la distruzione di Castro, tutte le proprietà dei Farnese vennero ancora una volta assoggettata alla S.Sede sotto il controllo della Camera Apostolica.

Cosa vedere a Fabrica di Roma

Castello dei Di Vico: eretto intorno al XII sec., è ancora in buone condizioni.
Palazzo Farnese: eretto nel XVI sec. domina con la sua alta torre tutto il paese, ed è uno dei monumenti meglio mantenuti di Fabrica. Appartiene a privati che lo hanno sottoposto ad un profondo restauro.
Collegiata di S. Silvestro: la chiesa, dal caratteristico campanile, dona al centro storico un pittoresco profilo. Risale al XIII sec., ma nei secoli ha subito notevoli restauri. All’interno, sono custodi interessanti opere di varie epoche, tra cui il grande trittico affrescato nell’abside.

Cosa vedere nei dintorni

Falerii Novi, a 4 km in direzione Civita Castellana.
Ancora oggi si vedono le possenti mura perimetrali lunghe oltre due chilometri che proteggevano l’abitato con 50 torri. Grazie alla via Amerina, che si distaccava dalla via Cassia tagliando l’Agro Falisco fino a raggiungere Amelia, Falerii si estese notevolmente e divenne ricca ed importante, tanto che fu sede vescovile già nel V sec.
Con il crollo dell’Impero Romano d’occidente la Tuscia venne sottomessa dalla ferocia dei Barbari e gli abitanti di Falerii Novi si videro costretti a rifugiarsi sui precedenti insediamenti, difesi dai dirupi naturali. Inizia qui l’agonia della città che pian piano venne abbandonata.
Nel 1143, comunque, venne riabitata dai Padri Benedettini e fu costruita la meravigliosa chiesa di S. Maria in Falerii, sulle rovine della precedente, ed il convento di cui rimane una buona parte ancora eretto benché modificato continuamente.
Col tempo anche i Benedettini abbandonarono la città e la proprietà passò in mano a vari proprietari tra cui i Farnese che la inclusero nel ducato di Castro. Ancora oggi i resti di Falerii Novi rappresentano una grande testimonianza storica dove sono stati trovati innumerevoli reperti e nel sottosuolo esistono tombe e cunicoli.

L’Antica Via Amerina

La Via Amerina antica via di collegamento con l’originale basolato, migliaia di tombe rupestri, aree archeologiche, macchia mediterranea e torrenti >>

Cosa vedere nei dintorni

Civita Castellana, Il Duomo e Museo Archeologico
Corchiano
Fabrica di Roma
La Via Amerina,
Falerii Novi
Caprarola, Palazzo Farnese
Lago di Vico
Vignanello, Palazzo Ruspoli
Canepina, Museo delle arti e tradizioni

Prodotti Tipici di Fabrica di Roma
A Fabrica di Roma, un tempo famosa per la produzione del vino, oggi si producono delle eccellenti tipicità come le nocciole da cui i famosi dolcetti, olio della Tuscia extra vergine di oliva, ma soprattutto il Fagiolo Carne riscoperto e messo in produzione.

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