Canepina

Tra secolari castagneti, un borgo aggrappato ai monti Cimini, famoso per la buona cucina e per squisite castagne, da cui la sagra in autunno.

Tra i pendii dei monti Cimini sorge un piccolo centro agricolo incastonato nei secolari boschi di castagni, ricco di leggende e di proverbi, uno dei quali, famoso nella zona dice: “Canepina passa e cammina e se ti fermerai te ne pentirai”. Probabilmente ispirato alla natura goliardica e superba, secondo la quale i canepinesi non permettevano ai forestieri di passaggio nessuna esuberanza. 

Proverbi a parte qui la gente è cordiale ed ospitale, si diventa subito di casa. Il centro storico tipicamente medievale, conserva monumenti interessanti ed antiche tradizioni.

Canepina si trova a sud est del comprensorio dei Cimini, a circa 500 mt sul livello del mare e fa parte della Comunità Montana dei Monti Cimini.

Un po’ di storia

Esistono diversi insediamenti preistorici enigmatici nel territorio di Canepina, ma un vero insediamento iniziò a svilupparsi nel medioevo.
La potente famiglia dei Prefetti Di Vico, a quei tempi presente con i propri feudi su buona parte del territorio, vi fece costruire un castello nell’anno 1000, intorno al quale si estese il centro abitato. 

Successivamente passata alla Chiesa venne ceduta dal card. Alessandro Farnese, nominato papa Paolo III, al figlio Pier Luigi, duca delle terre e dei feudi riuniti nel 1537 sotto il ducato di Castro, il quale fece erigere una residenza, oggi sede del Comune.

Canepina era una risorsa importante, ricca di boschi, di secolari castagneti da cui si ottiene il pregiatissimo frutto che rappresenta ancora oggi la risorsa principale dell’economia, ed era quindi ricca di legname di castagno da cui realizzavano le travi per i solai delle abitazioni e per la copertura dei tetti, le porte, le finestre, le famose capriate per i tetti importanti come le chiese romaniche o nobili palazzi.
Ma con il castagno si realizzavano anche mobili indistruttibili, credenze, madie, sedie, tavoli…

Intanto nasceva l’odio di altre famiglie importanti verso i Farnese e tra queste un certo Ferrante Gonzaga che, nel 1547, con l’approvazione di Carlo V e la cospirazione di alcuni traditori, fece assalire il palazzo di Piacenza e catturato Pier Luigi lo uccisero gettandolo da una finestra. 
Nel 1649, a seguito di continue controversie tra la Chiesa ed i Farnese, Castro venne distrutta su ordine di Innocenzo X e il ducato di Castro con le terre annesse tornò sotto l’amministrazione della Camera Apostolica. 

Durante questi secoli vennero lasciate molte testimonianze che ancora oggi sono visibili percorrendo le vie del centro.

Canepina è famosa anche per l’alta produzione di castagne, da cui la spettacolare festa che si celebra ogni anno ad ottobre. 
Da non perdere la festa di Santa Corona, patrona del paese, che si celebra ogni anno nel mese di maggio.

Cosa vedere a Canepina

Castello degli Anguillara: come in altri piccoli centri, gli Anguillara fecero costruire un loro castello intorno al XIV sec.
Palazzo Farnese: eretto nel XVI sec. e continuamente rimaneggiato. Ospita gli uffici comunali.
Chiesa della Madonna del Carmine: conserva dipinti, stucchi ed affreschi del XV sec.
Chiesa di S. Maria Assunta: risale al medioevo ma fu successivamente rimaneggiata nel XV- XVI sec.
Chiesa di S. Maria delle Grazie: piccola ma graziosa chiesetta rinascimentale addossata ad uno scosceso pendio di fronte all’abitato.
Museo delle arti e tradizioni: nei locali dell’ex convento dei Carmelitani è allestito un vasto campionario di cultura e tradizione: aratri, zappe, telai per la tessitura e tanti altri attrezzi ed oggetti ormai in disuso. 

Orario: sabato 15,00-18,00, domenica 9,00-13,00 e 15,00-18,00 Tel. 0761-750990.

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