Necropoli di Vulci

Ben pochi turisti sanno l’importanza che ebbe Vulci all’epoca del suo massimo splendore, prima ancora che i Romani spazzassero via la loro cultura. Una città molto estesa e popolata, con un suo porto attraverso il quale importava ed esportava di tutto.

Vulci commerciava con i paesi del Mediterraneo ed esportava suoi prodotti agricoli ma anche i manufatti artistici che aveva imparato a realizzare con grande maestria.
Ben poco rimane dell’antichissima città etrusca di Vulci, eccetto i pregiatissimi reperti conservati nel Museo Nazionale del castello.
La città venne insidiata dai Romani nel periodo di massimo splendore, nel 280 a.C., e fu quasi totalmente distrutta. Rimagono oggi numerose vestigia della città ricostruita dai Romani.

La Necropoli di Vulci

La vasta necropoli si trova nel territorio del Comune di Montalto di Castro. Si estende lungo il fiume Fiora, sotto al castello dell’Abbadia, e comprende migliaia di tombe.
Tra le tombe più importanti quella detta di Francois dal nome dell’archeologo che la scoprì verso la fine dell’800.

Vulci

Il Museo

Il Museo è allestito nel Castello dell’Abbadia (sec. IX) che sovrasta il fiume Fiora e si collega all’altra sponda attraverso il famoso ponte etrusco-romano del VI sec a.C.
Nel Museo cono esposti oggetti provenienti dagli scavi locali: oggetti che vanno dal IX sec. (periodo villanoviano) al periodo di dominazione romana: vasi, urne cinerarie, ceramiche di varia provenienza, tra cui orientali e occidentali, a figure nere e rosse. Molti frammenti, corredi funerari, buccheri, ex voto anatomici.
Altri importanti oggetti sono conservati nei Musei Vaticani, mentre molti altri, provenienti dai continui scavi selvaggi di Luciano Bonaparte, sono stati venduti a collezionisti di tutto il mondo

Visite Guidate a Vulci

Guide Viterbo, guide ufficiali per Viterbo e la Tuscia
Visite guidate per gruppi di ogni età, scuole, individuali
Tel 0761 647044,0327 3984629
www.guideviterbo.com

Cosa vedere nei dintorni di Vulci

Canino
Montalto di Castro
Tuscania
Tarquinia

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *