Orvieto

Tra la Tuscia e l’Umbria, un panettone tufaceo isolato da cui domina un vasto territorio, bella città, elegante, ricca di storia e di importanti monumenti artistici tra cui il famoso Duomo di Orvieto.

Orvieto, chiariamolo, non è in provincia di Viterbo ma le appartiene geograficamente, storicamente e turisticamente. Sebbene nel medioevo tra Orvieto ed i comuni, oggi sotto la provincia di Viterbo, ci sia stato sempre un certo astio con tanto di guerre e scorribande violente, la storia la lega inevitabilmente a questo territorio.
Solo per fare un esempio, il panettone tufaceo su cui sorge la città è il risultato dell’attività vulcanica del comprensorio Volsinio, quello del lago di Bolsena.

Il Duomo di Orvieto venne realizzato a seguito del miracolo eucaristico di Bolsena dove, durante la messa nella chiesa di S. Cristina, il sacerdote spezzò l’ostia ed iniziò a sgorgare il sangue che bagnò il suo corporale e le pietre del pavimento.

Era il 1263, il Papa, Urbano IV, eletto papa a Viterbo nel 1261, appena saputo del miracolo ritenne l’evento di eccezionale importanza e si adoperò per far costruire il Duomo ad Orvieto ed istituire la Processione universale cristiana del Corpus et Sanguis Domini.
In quell’epoca la sede Papale era Viterbo dove papa Urbano IV venne eletto a Viterbo nel 1261, nella palazzo dei Papi.

Altro evento che lega Orvieto alla Tuscia ci riporta in epoca Romana, quando Orvieto era una grande città, ricca, ma con molte rivalità tra le potenti famiglie che si contendevano il potere e la ricchezza. Questo scatenò dissidi violenti finché non venne chiamata Roma in aiuto a placare gli animi.
I Romani, di tutto punto, assediarono la città (Volsinii) e costrinsero gli abitanti ad abbandonarla, molti dei quali si insediarono sulle rive del lago di Bolsena e nacque Volsinii Novi.

Molto tempo dopo, ci fu una migrazione da Volsinii Novi verso l’antica città Volsinii, e fu fondata la nuova città Ourbibentos e da lì la città divenne nuovamente ricca e prosperosa.

Le origini di Orvieto risalgono al IX-VIII sec. a.C., quando gli Etruschi si insediarono sul panettone tufaceo su cui sorge l’attuale città, ma divenne fiorente centro di commercio nel VI sec. a.C. Dopo l’invasione dei Romani nel 264 a.C. venne annientata e quasi completamente rasa al suolo dai Romani che costrinsero gli abitanti ad abbandonare la grande città.

Col tempo, e soprattutto con il declino dell’Impero Romano d’occidente, la città riprese a vivere non senza gli strazi causati dalla scesa dei popoli barbari tra cui Alarico ed Odoacre e fu un sito alquanto ambito grazie alla posizione strategica, sia sotto l’aspetto difensivo che viario. Questo causò violenti contese e contrasti con altri popoli che si susseguirono fin oltre il dominio longobardo, quando Orvieto si elesse a libero Comune, fortificando il nucleo abitato. 

Fu l’inizio di un lungo periodo espansionistico amministrativo e militare, benché i trattati firmati con papa Adriano IV impedivano alla città scorribande ed ogni autorità sulle terre del Patrimonio di S.Pietro. Nacquero inevitabili contrasti, al punto da dividere la città in due fazioni politiche ben distinte guidate dalle famiglie più in vista; quella guelfa rappresentata dai Monaldeschi e quella ghibellina dai Filippeschi. 

Di grande devozione guelfa la città tentò di difendersi dalle incursioni di Federico I Barbarossa che nel frattempo aveva conquistato buona parte del territorio circostante, compresa tutta la Tuscia fino alle porte di Roma dove era diretto per farsi incoronare da papa Adriano IV. 

La resistenza guelfa portò gloriosa la città fino al ‘200, periodo in cui le amministrazioni pianificarono la gestione politica del patrimonio e della sua espansione costituendo il Consiglio Generale dei Quattrocento e l’elezione del Capitano del Popolo. 

Fu il periodo più florido per Orvieto, sorsero nuove chiese, nobili palazzi ed il maestoso Duomo. Ben presto la città raggiunse un dominio di vaste estensioni, imponendo nuove regole, protezione ma anche gravose imposte alle città sottomesse. A nulla valsero i tentativi di rivolta, né le intimidazione del papa a non abusare sulle terre dello Stato Pontificio.
Fu la causa del ritorno di nostalgiche entità politiche; papa Martino IV, in contrasto con Viterbo, dove risiedeva la sede papale, si trasferì ad Orvieto e la città si divise nuovamente in due fazioni, quella dei Beffati e dei Malcorini, mentre i Monaldeschi passarono alla guida della città.

Nel 1354 il Cardinale Albornoz, al servizio dello Stato Pontificio per ristabilire l’ordine e il potere sulle proprie terre prese anche Orvieto che passò definitivamente sotto il controllo della Chiesa. Ancora oggi Orvieto conserva le preziose testimonianze dei suoi gloriosi percorsi storici, monumenti, chiese ed in particolare il pregevole Duomo, uno dei monumenti più importanti e meglio mantenuti d’Italia. 

Orvieto è anche famosa per la produzione dell’ottimo vino Classico d’Orvieto, per le ceramiche, i prodotti artigianali e le grandi tradizioni tra cui il “PALIO DELL’OCA”, un gioco di piazza già esistente nel ‘400. Lo spettacolo coinvolge tutta la città ed il PALIO viene disputato fra 40 cavalieri divisi per contrade; uno spettacolo emozionante. 

Cosa vedere ad Orvieto

Il Duomo, costruito nel 1263, dopo il miracolo del sangue che sgorgò dal pane benedetto mentre un prete boemo diceva la messa nella Basilica di S. Cristina a Bolsena. Subito venne informato il pontefice Urbano IV che accorse da Orvieto, con un lungo seguito a vedere il sangue sul corporale e sulle pietre, ancora oggi conservate nella Basilica di S. Cristina a Bolsena.
Il Duomo si presenta con una meravigliosa facciata gotica, un grande polittico ricco di pregiate decorazioni a mosaico che compongono le numerose immagini e di raffinati bassorilievi. L’interno conserva una suggestiva atmosfera ed importanti opere tra cui la Cappella di S. Brizio, strutturata con volte a crociera le cui pareti ospitano importanti affreschi di Luca Signorelli, ma in realtà i lavori vennero iniziati da Fra Giovanni da Fiesole che sospese i lavori per un lungo periodo dopo il quale, benché vennero chiamati artisti importanti dell’epoca, come il Perugino ed il Gozzoli, Luca Signorelli completò gli affreschi in una straordinaria bellezza. Nel transetto è visibile La Pietà del XVI sec., su opera di Ippolito Scalza.

Palazzo del Capitano del Popolo, così ben mantenuto che sembra una recente riproduzione. Fu eretto nel XII sec. in stile gotico, caratterizzato dalle particolari finestre.  

Palazzo Soliano, costruito in forme gotiche nel 1297, su ordine di papa Bonifacio VIII e sottoposto ad alcune modifiche tra cui l’aggiunta del piano rialzato ricamato dai particolari merli. Sottoposto a recenti restauri ospita il Museo dell’Opera del Duomo in cui sono esposti affreschi, sculture ed opere di varie epoche, dal 200 in poi tra cui alcune terrecotte invetriate di Della Robbia.

Pozzo di S. Patrizio, costruito come serbatoio di acqua nel 1537, su progetto di Antonio da Sangallo. La doppia scalinata che scende a 62 metri di profondità  fu studiata per facilitare il trasporto dell’acqua. 

Orvieto Sotterranea, viaggio sotterraneo alla scoperta di cunicoli, cisterne, cave, gallerie e antichi frantoi sotterranei scavati dall’uomo, informazioni: Speleotecnica via della Pace, 1 Tel. 0763-301091.

Eventi e Sagre

La FESTA DELLA PALOMBELLA è un’altra importante manifestazione per la Pentecoste, mentre il CORPUS DOMINI vede le vie della città ricoperte da un tappeto di fiori su cui passa la processione ed il corteo storico con oltre 400 figuranti. Questa festa religiosa fu istituita nel 1264  da papa Urbano IV a seguito dei Miracoli di S. Cristina, la santa che venne martirizzata ed uccisa a Bolsena

Cosa vedere nei dintorni

Bolsena e la chiesa del Miracolo
Il lago di Bolsena
Civita di Bagnoregio
Viterbo
Parco dei Mostri di Bomarzo
Vitorchiano
Villa Lante di Bagnaia

Visite guidate ad Orvieto

Contatta le Guide per Viterbo, Orvieto e la Tuscia
Visite guidate per gruppi d ogni età, scuole, individualia

tel 0761 647055, 327 3984629
www.guideviterbo.com

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *