Faleria

Il Castello dove fu uccisa Girolama Farnese, sorella di papa Paolo III, medievale domina il piccolissimo borgo di Faleria e la profonda valle ai suoi piedi dove scorre il fiume Treja tra la folta macchia mediterranea.

Faleria è il penultimo comune della provincia sud di Viterbo, prima di Calcata che si trova vicinissima; circa 2.000 abitanti a 202 mt slm., a 47 km dal capluogo Viterbo.
Faleria è l’antica Stabia, nome che deriva probabilmente da un’antica stazione di posta.
Ha origini molto antiche, le campagne circostanti erano già abitate all’età del bronzo, come testimoniano gli insediamenti nella vicina Calcata, poi arrivarono i Falisci e si insediarono a Narce. 

Ma lo stesso abitato di Faleria è costruito su antichi insediamenti rupestri di cui rimangono ancora molti ipogei arcaici che si possono ammirare dai punti panoramici.

Dopo la conquista dell’Agro Falisco, nel III sec. a.C., i Romani costruirono la via Flaminia che da Roma si dirigeva a Perugia e Faleria divenne una importante stazione di posta. 

Durante il medioevo venne dominata da diverse famiglie, ma il periodo più significativo fu segnato dalla famiglia Anguillara. A loro si deve la costruzione dell’imponente castello su cui, ancora oggi, sono riconoscibili gli interventi e le ricostruzioni avvenute nei secoli. 
Per gli Anguillara doveva trattarsi di un feudo importante per costruirvi un castello così grande. Nei sotterranei si trovano le prigioni dove venivano rinchiusi e torturati nemici e ribelli. 

Giuliano dell’Anguillara, signore di Faleria, sposò Girolama Farnese, sorella di Paolo III e della “bella Giulia” (moglie di Orso Orsini). Girolama aveva sposato Puccio Pucci, uomo alle dipendenze dei Medici, ma dieci anni dopo egli morì di peste lasciando la moglie in gravidanza.
Un anno dopo Girolama sposò in seconde nozze il conte Giuliano dell’Anguillara, anche lui di seconde nozze e con un figlio, Giovan Battista, il quale non aveva in simpatia per la sua matrigna e probabilmente neanche per i Farnese.
Gli intrighi familiari e la relazione di Giulia Farnese con papa Alessandro VI Borgia erano già noti a tutti e forse fu a seguito di questo clima, fatto di passioni e tradimenti, che Giovan Battista dell’Anguillara meditava di liberarsi di Girolama.
Tormentato dal pensiero che quella donna avesse potuto uccidere il padre ed impadronirsi del castello, la notte del 1 gennaio 1505, aiutato dai suoi seguaci, uccise la matrigna a colpi di spada.
Giulia portò il corpo della sorella nel suo castello di Vasanello e li fu sepolta. 

La parte più antica del paese versa in grave stato di abbandono e molte case sono ormai crollate.  

La nuova parte di Faleria la si attraversa quando si arriva; case piccole, non molto alte, aggrappate le une alle altre che non fanno immaginare che qui ci sia stata una storia prima, se non fosse per l’alta torre del castello che la si avvista facilmente.
C’è una bella atmosfera a Faleria, semplice, tranquilla con una bella luce che illumina i nuovi quartieri che si stagliano sul verde circostante.

Curiosità

A Faleria sono stati girati molti film con attori famosi tra cui Totò in Il grande maestro, Ugo Tognazzi in Rapina a mano armata, Alberto Sordi in Polvere di stelle, Checco Zalone in Quo Vado?, Antonio Pietrangeli in Io la conoscevo bene con Stefania Sandrelli, Mario Bava Operazione paura, Roberto Rossellini Cartesius, Sergio Citti Mortacci, e tanti altri

Chiesa di San Giuliano, XIII sec.

Cosa vedere a Faleria

Chiesa di S. Giuliano, dedicata al patrono di Faleria, fu edificata nel XIII su un probabile esistente luogo di culto dalla famiglia Anguillara e successivamente rimaneggiata.
All’interno, piuttosto baroccheggiante, ben poco rimane dello stile romanico ma conserva alcuni affreschi del XIV – XV sec, parte del pavimento cosmatesco e, nella parte absidale, affreschi quattrocenteschi recentemente scoperti e restaurati, raffiguranti San Giuliano.

Castello Anguillara, XIII sec., costruito su un antico maniero e soggetto a continui rimaneggiamenti.
L’ingresso è in una piazzetta angusta antistante l’imponente chiesa, e del resto non poteva essere diversamente se doveva competere con la mole del castello. Un bel portale in marmo sormontato dall’arme degli Anguillara, le due anguille, apre l’ingresso al cortile e da qui si accede a tutti gli ambienti. Nonostante il la presenza di stili di epoche diverse, evidenti già dalla facciata principale, rimane un bel castello che andrebbe valorizzato. Gravemente danneggiato dall’abbandono è attualmente soggetto ad un radicale recupero. 

Cosa vedere nei dintorni

Calcata
Monte Gelato ed il fiume Treja
La Riserva Naturale del fiume Treja
Mazzano Romano
Civita Castellana

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